Hedayat “A fruitful harvest”
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Hadith Cards
Si tramanda che Ţawūs - che Allah abbia di lui misericordia - disse: "Ho incontrato alcune persone tra i compagni del Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - che dicevano: «Ogni cosa è secondo predestinazione»". E disse: "Ho sentito inoltre ʻAbduLlah Ibn ʻUmar - che Allah Si compiaccia di lui - dire: «Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: ‹Ogni cosa è secondo predestinazione, anche l'incapacità e la capacità, o la capacità e l'incapacità›»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha riferito che qualsiasi cosa è secondo ciò che è stato predestinato, anche l'incapacità, ossia l'omissione di ciò che è obbligatorio compiere, o la sua procrastinazione o il suo rinvio oltre il termine definito, sia che si tratti di questioni mondane che religiose. Lo stesso vale per la capacità, ossia l'essere attivi e abili nelle questioni mondane e religiose. Allah, l'Eccelso e Maestoso, ha predestinato l'incapacità e la capacità, come ogni altra cosa. Nulla accade nell'esistenza senza che sia stata preceduta dalla sapienza e volontà di Allah.
Fu riferito che Abu Hurayra (رضي الله عنه) disse: Un uomo disse al Profeta ﷺ: "Dammi un consiglio". Il Profeta gli disse: "Non ti arrabbiare". Ripeté la stessa frase più volte dicendo: "Non ti arrabbiare".
Un compagno del Profeta (رضي الله عنه) chiese al Profeta ﷺ di suggerirgli qualcosa che gli avrebbe recato beneficio. Il Profeta gli ordinò di non arrabbiarsi, il che significa evitare le cause che conducono all'ira e il fatto di controllarsi quando ci si arrabbia, evitando di andare oltre il limite con la rabbia fino al punto di commettere un omicidio o arrivare alle percosse o a gli insulti, e ciò che è simile. L'uomo ripeté la richiesta di un consiglio più volte, ma il Profeta ﷺ non aggiunse altro al suo consiglio se non: "Non arrabbiarti".
Fu riferito che 'Umar Ibn Al-Khattab (رضي الله عنه) disse: Un giorno, mentre eravamo dal Messaggero di Allah ﷺ si avvicinò a noi un uomo con indumenti candidi e capelli corvini, senza alcuna traccia di viaggio su di lui, e nessuno di noi lo conosceva. Si sedette di fronte al Profeta ﷺ poggiando le sue ginocchia di fronte alle ginocchia del Profeta ﷺ e posando le mani sulle sue gambe. Poi chiese: "O Muhammad, informami sull'Islam". Il Profeta ﷺ rispose: "L'Islam è testimoniare che non v'è divinità all'infuori di Allah e che Muhammad è il Messaggero di Allah, eseguire la preghiera, versare l'imposta purificatoria, digiunare il mese di Ramadan e compiere il pellegrinaggio alla Casa di Allah se si ha la possibilità di farlo". L'uomo disse: "Hai detto la verità". Disse ('Umar): Ci stupimmo per il fatto che chiedeva e assentiva. Poi chiese: "Informami sulla fede". Il Profeta ﷺ rispose: "La fede è credere in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno del Giudizio e nel Destino, sia nel bene che nel male". L'uomo disse: "Hai detto la verità". Poi chiese: "Informami sull'eccellenza". Il Profeta ﷺ rispose: "L'eccellenza è adorare Allah come se Lo vedessi, poiché se anche non Lo vedi, sicuramente Egli ti vede". L'uomo disse: "Hai detto la verità". Poi chiese: "Informami sull'Ora". Il Profeta ﷺ rispose: "L'interrogato non ne sa più dell'interrogante". L'uomo chiese: "Allora informami a proposito dei suoi segni". Il Profeta ﷺ rispose: "Quando le schiave daranno alla luce le proprie padrone e quando vedrai i scalzi, nudi, miseri pastori di greggi competere nella costruzione di alti edifici". Poi l'uomo se ne andò e rimasi in attesa. Poi il Profeta ﷺ mi disse: " 'Umar, sai chi era l'uomo che domandava?". Io risposi: "Allah e il Suo Messaggero sono i più Sapienti". Allorché il Profeta ﷺ disse: "Era Gabriele, è venuto da voi per insegnarvi la vostra religione".
'Umar Ibn Al-Khattab (رضي الله عنه) ha riferito che l'Arcangelo Gabriele (عليه السلام) si presentò ai Compagni (رضي الله عنهم) con le sembianze di un uomo sconosciuto. Nella descrizione le sue vesti erano di un bianco vivido e i suoi capelli erano di un nero intenso. Non aveva alcuna traccia di fatica, polvere, capelli scarmigliati o vestiti sporchi, come avrebbe una persona dopo un viaggio, e nessuno dei presenti che erano dal Profeta ﷺ lo conosceva. Si sedette davanti al Profeta ﷺ come un discepolo davanti al suo maestro e gli chiese riguardo all'Islam. Il Profeta ﷺ rispose enumerando i pilastri dell'Islam (sottomissione), che comprendono la testimonianza di fede (Imān), l'osservanza delle cinque preghiere quotidiane, il versamento del tributo obbligatorio ai legittimi beneficiari, il digiuno del mese di Ramadan e il compimento del pellegrinaggio [a Mecca] per chi ne sia in grado. Allora l'interrogante disse: "Hai detto la verità", al che i compagni si stupirono del fatto che sembrava non sapesse, avendo posto la domanda, ma poi confermasse la risposta datagli. Poi gli chiese riguardo alla fede, e lui rispose con i sei pilastri che comprendono la fede nell'esistenza di Allah l'Altissimo, nei Suoi attributi, nell'attribuirgli l'unicità nelle Sue azioni (come la creazione) e nel culto esclusivo per Lui, nel fatto che gli angeli che Allah ha creato siano servi onorevoli creati dalla luce, che non disobbediscono ad Allah e che agiscono secondo il Suo ordine. Tra i sei pilastri ha citato inoltre la fede nei libri rivelati ai Messaggeri di Allah l'Altissimo, come il Corano, la Torah, il Vangelo ed altri; ed anche la fede Messaggeri che hanno trasmesso la religione di Allah, tra cui Noè, Abramo, Mosè, Gesù e l'ultimo di loro, Muhammad ﷺ oltre ad altri Profeti e Messaggeri. La fede nel Giorno del Giudizio, che comprende ciò che accade dopo la morte, come la dimora nella tomba, che è parte del periodo tra la morte e il soffio del corno (barzakh), ed il fatto che l'uomo sarà resuscitato dopo la morte e giudicato cosicché il suo destino sarà il paradiso o l'inferno. E l'ultimo dei pilastri, ossia la fede nel fatto che Allah ha decretato il destino di tutte le cose secondo la Sua conoscenza antecedente, la Sua saggezza, la Sua volontà e la Sua scrittura di ciò. E credere nel fatto che tutto si verificherà secondo il Suo decreto e che egli ha creato tutte le cose. Successivamente gli chiese riguardo all'eccellenza (Ihsān), e il Profeta gli rispose che è adorare Allah come se Lo si vedesse, e se si non si dovesse riuscire a raggiungere questo livello, allora che si adori Allah con la consapevolezza che Egli ci osserva. Il primo è quindi il rango della "visione" (mushāhadah), che rappresenta il grado più elevato, mentre il secondo è quello dell'osservazione (murāqabah). Successivamente gli chiese: "Quando giungerà l'Ora?" Il Profeta ﷺ spiegò che la conoscenza dell'Ora è tra le cose di cui Allah si è reso l'unico conoscitore, e che nessuna delle creature conosce, né l'interrogato e né l'interrogante. Infine, gli chiese riguardo ai segni dell'Ora. Il Profeta disse che tra i suoi segni c'è l'aumento delle concubine e della loro prole, o il mal comportamento dei figli verso le loro madri che verranno trattate come schiave. E che alla fine dei tempi verrà data la ricchezza ai pastori di pecore e i poveri, che li porterà a rivaleggiare nell'ornamento e nella costruzione degli edifici. Poi il Profeta ﷺ informò che l'interrogante era l'Arcangelo Gabriele, e che era venuto per insegnare ai Compagni questa veridica religione.
Si tramanda da Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Quando Allah creò il Paradiso e l'Inferno, inviò Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute- al Paradiso e [gli] disse: "Osservalo e guarda quel che vi ho predisposto per i suoi abitanti". Lo vide poi fece ritorno, e disse: "Per la Tua supremazia, nessuno ne sentirà parlare senza entrarvi!". Allora [Allah] ne diede l'ordine e così fu avvolto dalle avversità e poi disse: "Recatici, osservalo e guarda quel che ho predisposto per i suoi abitanti". [Gabriele] lo vide ma ecco che era avvolto dalle avversità, allora disse: "Per la Tua supremazia, temo che non riesca ad entrarvi nessuno!". [Allah poi] disse: "Vai e osserva il Fuoco e ciò che vi ho predisposto per i suoi abitanti". Allora lo osservò e vide che le sue parti si accavallavano le une sulle altre, così fece ritorno e disse: "Per la Tua supremazia, nessuno vi entrerà!". Allora [Allah] ne diede l'ordine e così fu avvolto dai piaceri e poi disse: "Torna indietro e osservalo". [Gabriele] allora lo vide ma ecco che era avvolto dai piaceri. Fece ritorno e disse: "Per la Tua supremazia, temo che non se ne salvi nessuno"».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che quando Allah creò il Paradiso e l'Inferno, disse a Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - di andare al Paradiso e di osservarlo, e così Gabriele andò, lo osservò e poi tornò indietro. Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - allora disse ad Allah, giurando per la Sua supremazia, che nessuno avrebbe sentito parlare di esso e delle beatitudini, onori e beni che contiene, senza desiderare di entrarvi e fare di tutto per conseguirlo. Allah poi avvolse e circondò il Paradiso con le avversità e le difficoltà derivanti dall'adempimento agli ordini e dall'astensione dai divieti. Per cui, chiunque desideri entrarvi, dovrà superare tali avversità. Allah l'Altissimo poi disse a Gabriele di recarsi al Paradiso e di osservarlo dopo che l'aveva circondato con queste avversità. Gabriele andò, lo osservò e poi tornò e disse al Signore, giurando per la Sua supremazia, che temeva davvero che nessuno potesse entrarvi a causa delle difficoltà e delle avversità che si trovano sulla sua strada. E quando Allah creò l'Inferno, disse a Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - di raggiungerlo e di osservarlo. Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - andò e lo osservò. Poi tornò e disse al Signore, giurando per Sua supremazia, che nessuno avrebbe sentito parlare del tormento, del dolore e delle sofferenze che contiene senza abborrirne l'ingresso e cercare di allontanarsi dalle sue cause. Allah l'Elevato poi avvolse l'Inferno ponendo sul suo sentiero piaceri e delizie, e disse a Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - di andare e osservarlo. Gabriele - che Allah conceda in suo favore la salute - andò, lo osservò e quando tornò disse, giurando per la supremazia del suo Signore, che temeva e paventava che non se ne sarebbe salvato nessuno a causa dei piaceri e delle delizie con cui era circondato.
Abu Hurayra (رضي الله عنه) riportò che il Messaggero di Allah ﷺ disse: "Colui che digiuna il mese di Ramadan con fede e speranza nella ricompensa divina, gli saranno perdonati i suoi peccati passati."
Il Profeta ﷺ informa che chi digiuna nel mese di Ramadan con fede in Allah, credendo nell'obbligatorietà del digiuno e nella ricompensa e remunerazione abbondante che Allah l'Altissimo ha predisposto per i digiunanti, ricercando il compiacimento di Allah senza ostentazione o buona nomea, vedrà i suoi precedenti peccati perdonati.
Si tramanda che ʻĀʼišah - che Allah Si compiaccia di lei - disse che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «As-siwāk è purificatorio per la bocca e gradito al Signore»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ci informa che pulirsi i denti con il ramoscello della pianta del àrak (salvadora persica) e simili purifica la bocca dallo sporco e dai cattivi odori, ed è una causa di compiacimento di Allah verso il servo, poiché nel suo utilizzo vi è un atto d'obbedienza verso di Lui e d'osservanza del Suo comando, nonché per il fatto che si realizzi tramite d'esso la pulizia, che Allah l'Altissimo ama.
Si tramanda che Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse a suo zio: «Di': ‹Lā ìlaha ìll-Allah› (Non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah); con questa (frase) testimonierò in tuo favore nel Giorno della Resurrezione!». Disse: «Se non fosse che i Coreisciti mi schernirebbero e direbbero: ‹Di certo l'ha indotto a questo solo la paura!›, avrei deliziato i tuoi occhi (pronunciando la frase)». Allora Allah rivelò: {In verità, non sei tu che guidi chi ami, ma è Allah che guida chi Egli vuole} [Al-Qasas, 28:56]".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - chiese a suo zio Àbū Ţālib, durante la sua agonia, di pronunciare la testimonianza di fede ‹Lā ìlaha ìll-Allah› affinché potesse in virtù di essa intercedere per lui nel Giorno del Giudizio e testimoniare la sua conversione all'Islam. Tuttavia, suo zio rifiutò di pronunciare la testimonianza per paura che i Coreisciti lo disonorassero, dicendo che si era convertito per timore della morte e per debolezza. Così disse al Profeta- che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute: «Se non fosse per questo motivo, avrei fatto gioire il tuo cuore pronunciando la testimonianza, realizzando così il tuo desiderio fino al punto di renderti soddisfatto». Allah rivelò in quell'occasione il versetto che indica come il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - non possedesse la facoltà di determinare l'accettazione della guida all'Islam, ma che è solo Allah a guidare chi vuole. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - guida invece le persone attraverso l'indicazione, l'orientamento, l'istruzione e la chiamata verso il retto cammino.
Si tramanda che Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - disse: Giunsero alcuni tra i Compagni del Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - e gli chiesero: «Invero, troviamo nelle nostre anime ciò che qualcuno di noi riterrebbe molto grave pronunciare». Disse: «Davvero trovate ciò?». Dissero: «Sì». Disse: «Quella è la sincerità di fede».
Un gruppo di Compagni del Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - andarono da lui e gli chiesero a proposito di ciò che trovavano nei loro pensieri. Questioni così inquietanti che non riuscivano a pronunciarle a causa della loro ripugnanza e del disgusto che ne avevano. Allora il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - gli disse che quanto avevano trovato era la sincerità della fede e la piena convinzione che li spingeva a respingere ciò che Satana gettava nei loro cuori, a rifiutare di pronunciarlo e a trovarlo grave per loro stessi. Li informò che Satana non era riuscito a prendere il controllo dei loro cuori, a differenza di coloro dei quali Satana era riuscito ad impossessarsene senza alcuna resistenza da parte loro.
Si tramanda che Muʻāwiyah - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Ho sentito il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - dire: «A colui per il quale vuole il bene, Allah dà comprensione nella religione. Invero io ripartisco, ma è Allah che concede in realtà. Questa Comunità (Ùmmah) non cesserà di aderire al comando di Allah e non potrà nuocerle chiunque le si opponga, fino a quando non giungerà l'ordine di Allah»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che a colui per il quale vuole il bene, Allah concede una comprensione profonda della Sua religione, gloria a Lui. In seguito egli - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha evidenziato di essere solo colui al quale è stata affidata la ripartizione e la distribuzione di ciò che Allah l'Altissimo concede in termini di provvidenza, sapienza e altro ancora. Infatti colui che concede è Allah stesso, mentre gli altri sono solo tramiti che non possono giovare se non con il Suo permesso. Infine ha detto che questa Ùmmah (Comunità) rimarrà sempre salda nell'obbedienza ad Allah e che nessuno potrà nuocerle fino a quando non giungerà l'Ora.
Si tramanda che Jundub - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Ho sentito il Profeta, che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute, cinque [giorni] prima della sua morte, dire: «Invero mi dissocio dinnanzi ad Allah dall'avere tra voi un ravvicinato intimo (ḵalīl), poiché Allah mi ha reso Suo ravvicinato intimo, proprio come fece con Abramo (Ibrāhīm). Se dovessi scegliere un ravvicinato intimo tra la mia Ùmmah, sceglierei Àbū Bakr. Attenzione! Coloro che sono venuti prima di voi rendevano luoghi di culto le tombe dei loro Profeti e dei loro pii. Attenzione! Non rendete le tombe moschee. Invero io vi proibisco di fare questo»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato del suo rango presso Allah e del fatto che abbia raggiunto il più alto grado di amore, proprio come l'ha raggiunto Abramo (Ibrāhīm), che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute. Per questo motivo, il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha negato di avere un amico intimo oltre ad Allah poiché il suo cuore si era colmato di amore, di venerazione e conoscenza di Allah, al punto che non vi era spazio per nessun altro che Allah. E se il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - avesse avuto un amico intimo tra le creature, quello sarebbe stato Àbū Bakr Aş-Şiddīq, che Allah Si compiaccia di lui. Poi ha messo in guardia dall'oltrepassare il limite consentito nell'amore rivolto alle tombe dei Profeti e dei pii come fecero i giudei e i nazareni, che arrivarono a renderle idoli adorati all'infuori di Allah e a costruire su di esse luoghi di culto e templi. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha vietato alla sua Ùmmah di imitarli.