





























Hadeeth Cards
Da'wa cards that highlight great meanings from the noble prophetic hadiths in a simple style and attractive display that helps the Muslim to have a deeper understanding of his religion in an easy way
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Si tramanda da Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Il nostro Signore Benedetto ed Elevato discende ogni notte nel cielo del mondo, quando resta l'ultimo terzo della notte, e dice: "Chi Mi invoca, così che lo esaudisca? Chi Mi chiede, così che gli conceda? Chi Mi chiede perdono, così che lo perdoni?"».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha spiegato che Allah, Benedetto ed Elevato, discende ogni notte verso il cielo più basso quando rimane l'ultimo terzo della notte ed esorta i Suoi servi a invocarLo poiché risponderà a chi Lo invoca, a chiedere ciò che desiderano poiché darà a chi Gli chiede e a chiederGli perdono per i peccati, poiché concederà il perdono ai Suoi servi fedeli.
Si tramanda che Àbū Marṯad Al-Ḡanawƴ - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Non sedetevi sulle tombe e non pregate verso di esse»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha proibito di sedersi sulle tombe. Ha proibito inoltre di compiere la preghiera rivolgendosi verso le tombe, ossia che la tomba sia dalla parte della direzione (Qiblah) di chi prega, poiché ciò rientra nelle cause che conducono all'idolatria.
Si tramanda che Àbū Saʻīd Al-Ḵudrƴ - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Ho sentito il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - dire: «Chiunque di voi veda qualcosa di riprovevole (munkar), che vi intervenga con la propria mano; nel caso non fosse in grado, che vi intervenga con la propria lingua; nel caso non fosse in grado, che vi intervenga con il proprio cuore, e quest’ultimo è il [livello] più debole della fede»”.
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha ordinato di cambiare il riprovevole (munkar) - che è tutto ciò che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato - secondo le proprie possibilità. Pertanto, se qualcuno vede un munkar, è obbligatorio per lui intervenire con la mano, se ne ha la capacità. Se non è in grado di farlo, allora dovrebbe intervenire con la lingua, rimproverando colui che lo commette, spiegandogli il danno che sta causando e indicandogli ciò che è benefico rispetto al male che sta compiendo. Se non è in grado di farlo, allora che intervenga col proprio cuore, odiando tale munkar e con la determinata intenzione che, se avesse la capacità di cessarlo, lo farebbe. L'intervento col cuore è il livello più debole della fede per quanto riguarda l'impegno al contrasto del riprovevole (munkar).
Si tramanda che Ibn Masʻūd - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Un uomo domandò: «O Messaggero di Allah, siamo ritenuti responsabili per quanto abbiamo commesso durante la Jāhilyƴah (periodo di ignoranza preislamica)?». Rispose, che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute: «A chi agisce con virtuosità nell'Islam non risponde di quanto ha commesso nella Jāhilyƴah; a chi invece agisce con malvagità nell'Islam risponde dell'uno e dell'altro»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha espresso il grande favore dell'entrata nell'Islam. E il fatto che colui che abbraccia l'Islam, lo pratica come si deve ed è sincero e veritiero, non sarà chiamato a render conto per le azioni peccaminose commesse nella Jāhilyƴah. Ma chi dovesse invece comportarsi malamente nell'Islam, come l'ipocrita o l'apostata, sarà chiamato a render conto per le azioni commesse sia nella miscredenza sia nell'Islam.
Si tramanda da Jābir, che Allah Si compiaccia di lui: "Un uomo chiese al Messaggero di Allah, che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute: «Cosa ne pensi se pregassi le [preghiere] prescritte, digiunassi Ramaḑān, considerassi lecito ciò che è lecito e considerassi illecito ciò che è illecito, e non aggiungessi altro a questo? Entrerei in Paradiso?». Rispose: «Sì». Disse: «Per Allah, non aggiungerò nulla oltre a questo»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha spiegato che chi compia le cinque preghiere obbligatorie senza aggiungervi nulla di quelle facoltative, digiuni il mese di Ramaḑān senza aggiungervi nessun digiuno volontario, creda nella liceità di ciò che è lecito e lo compia, e creda nell'illiceità dell'illecito e lo eviti, entrerà in Paradiso.
Si tramanda che Àbū Mālik Al-Ašʻarƴ - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «La purificazione è metà della fede, ‹Lode ad Allah› (Al-ĥamdu-li-Llah) colma la bilancia, e ‹Gloria ad Allah e lode ad Allah› (Subĥān-Allah, wa-l-ĥamdu-li-Llah) colmano – o colma - ciò che v’è tra i Cieli e la Terra. La preghiera è Luce, l’elemosina è Prova , la pazienza è Lume e il Corano è argomentazione in favor tuo o in tuo sfavore. Tutta la gente s’avvia al mattino negoziando la propria anima: affrancandola oppure mandandola in rovina»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che la purificazione esteriore avviene attraverso l'abluzione (wuḑūʼ) e la lavanda rituale (ḡusl), ed è un requisito per la preghiera. E ha informato che il detto: «Al-ĥamdu-li-Llah» (Lode ad Allah) riempie la bilancia, e ciò consiste nell'elogio di Allah, gloria a Lui, e nella Sua descrizione con gli attributi della perfezione. Nel Giorno della Resurrezione ciò verrà pesato e riempirà la bilancia delle opere. E che il detto: «Subĥān-Allah wa-l-ĥamdu-li-Llah» (Gloria ad Allah e lode ad Allah), che è l'esaltazione di Allah al di sopra di qualsiasi mancanza e la Sua descrizione con gli attributi della perfezione assoluta consona alla Sua maestà, dedicandoli l'amore e la magnificazione, ciò riempie quanto vi è tra i cieli e la terra. E che la preghiera per il servo è una luce nel cuore, sul suo volto, nella sua tomba e alla sua resurrezione. «L'elemosina è dimostrazione» ossia è una prova della veridicità della fede del credente, che lo distingue dall'ipocrita che invece si astiene dall'elargire l'elemosina perché non crede nella mercede promessa. «La pazienza è luce», ed essa consiste nel trattenere l'animo dallo sgomento e dallo sdegno. Un lume che reca calore e bruciore, come la luce del sole, a causa della sua gravosità e richiede uno sforzo nel combattere l'ego e frenarlo da ciò che più brama; così, colui che la possiede, rimane illuminato, guidato e costante nella rettitudine. Essa consiste nel pazientare nella devozione ad Allah, nel pazientare per non disobbedire ad Allah e nel pazientare dinnanzi alle avversità e alle difficoltà di questo mondo. «Il Corano è argomentazione a tuo favore» attraverso la sua recitazione e la messa in pratica, o una «prova a tuo sfavore» se non viene applicato o recitato. Poi il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha informato che tutte le persone si impegnano, si diffondono, si alzano dai loro letti e lasciano le loro case per svolgere varie attività; tra di loro vi è chi rimane stabile sulla devozione ad Allah e così affranca la propria anima dal Fuoco; e tra di loro v'è invece chi devia da questo e cade nel peccato, mandando in rovina la propria anima e causandone l'entrata nel Fuoco.
Si tramanda che Muʻāḏ - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Ero in sella dietro al Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - su un asino chiamato ʻUfayr, quando mi domandò: «O Muʻāḏ! Sai forse qual è il diritto di Allah sui Suoi servi e il diritto dei servi nei confronti di Allah?». Risposi: «Allah e il Suo Messaggero ne sanno di più». Disse: «Il diritto di Allah sui Suoi servi è che essi Lo adorino e non Gli associno alcunché; il diritto dei servi nei confronti di Allah è che Egli non castighi chi non Gli associ alcunché». Allora dissi: «O Messaggero di Allah, e se ne dessi lieta novella alla gente?». Disse: «No, non dargliene la lieta novella, che vi faranno affidamento»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha esposto quale è il diritto di Allah sui Suoi servi e il diritto dei servi su Allah, e che il diritto di Allah sui Suoi servi sta nel fatto che Lo adorino in modo esclusivo, senza associarGli alcunché; e che il diritto dei servi su Allah è che non vengano castigati i monoteisti che non Gli associano alcunché. Poi Muʻāḏ - che Allah Si compiaccia di lui - chiese al Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - di poter annunciare questa buona notizia alla gente affinché si rallegrasse e gioisse di questa grazia, ma il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - glielo proibì per timore che le persone facessero affidamento unicamente su questo.
Si tramanda che Jābir - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Un uomo giunse dal Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - e chiese: «O Messaggero di Allah, quali sono le due questioni obbligatorie?». Rispose, che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute: «Chi muore senza associare nulla ad Allah entra in Paradiso e chi muore mentre associa qualcosa ad Allah entra nel Fuoco»".
Un uomo chiese al Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - riguardo ai due caratteri che implicano inevitabilmente l'ingresso in Paradiso e l'ingresso nel Fuoco. Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - rispose che il carattere che implica inevitabilmente l'ingresso in Paradiso è il fatto che la persona muoia adorando Allah, Lui unicamente, senza associarGli alcunché; e che il carattere che implica inevitabilmente l'ingresso nell'Inferno, invece, è il fatto che la persona muoia associando qualcosa a Allah, attribuendoGli compari o consimili nella Sua deità, nella Sua signoria o nei Suoi nomi o attributi.
Si tramanda che ʻAbduLlah Ibn ʻAmr Ibn Al-ʻĀş - che Allah Si compiaccia di lui e del padre - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «Invero Allah riscatterà un uomo della mia Ùmmah (Comunità) nel Giorno del Resurrezione, al di sopra di tutte le creature. Gli verranno esposti novantanove registri, ognuno dei quali si estende fin dove giunge lo sguardo, poi [Allah] dirà: ‹Neghi forse qualcosa di questo? Ti hanno forse fatto ingiustizia i Miei scribi custodi?›. Allora [l'uomo] dirà: ‹No, Signore›. [Allah] dirà: ‹Hai qualche giustificazione?›. [L'uomo] dirà: ‹No, Signore›. [Allah] dirà: ‹Invece sì! Invero hai presso di Noi una buona azione. Oggi non ti sarà fatto alcun torto›. Allora verrà estratto una tessera su cui sarà scritto: ‹Àš-hadu àllā ìlaha ìll-Allah wa-àš-hadu ànna Muĥammadān ʻabduhu wa-rasūluh› (Testimonio che non v'è alcun dio autentico all'infuori di Allah e testimonio che Muhammad è Suo servo e Suo Messaggero) e [Allah] dirà: ‹Presenta il tuo peso›. [L'uomo] dirà: ‹O Signore, cosa potrebbe mai fare questa tessera dinnanzi a questi registri?›. [Allah] dirà: ‹Invero, non ti sarà fatto alcun torto›. Allora verranno posati [sulla bilancia], i registri su un piatto e la tessera sull'altro. I registri si sparpaglieranno e la tessera sarà più pesante, poiché nulla può aver peso col nome di Allah»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - riferisce che Allah sceglierà un uomo della sua Ùmmah (Comunità) che sarà al di sopra di tutte le creature nel Giorno del Resurrezione affinché sia giudicato. Gli verranno presentati novantanove registri, i fogli delle sue cattive opere compiute nella vita terrena, e ciascuno di questi registri si estenderà fin dove giunge lo sguardo. Allah poi domanderà a quest'uomo: "Neghi forse qualcosa di ciò che è scritto in questi registri?" "Ti hanno forse fatto ingiustizia i Miei angeli scribi custodi?" L'uomo risponderà: "No, Signore". Allah, l'Eccelso e il Maestoso, gli chiederà: "Hai qualche scusa da presentare per giustificare le tue azioni compiute in vita? Nel caso tu le abbia compiute per distrazione, errore o ignoranza". L'uomo risponderà: "No, Signore, non ho nessuna giustificazione". Allah gli dirà: "Invece hai presso di Noi una buona azione, oggi non subirai alcuna ingiustizia". Allora verrà estratta una tessera con scritto: ‹Àš-hadu àllā ìlaha ìll-Allah wa-àš-hadu ànna Muĥammadān ʻabduhu wa-rasūluh› (Testimonio che non v'è alcun dio autentico all'infuori di Allah e testimonio che Muhammad è Suo servo e Suo Messaggero). A quel punto Allah dirà a quest'uomo di procedere con la sua pesatura. L'uomo, stupito, dirà: "O Signore, quale peso potrebbe mai avere questa tessera a fronte di tutti questi registri?". Allah gli ripeterà che invero non subirà nessuna ingiustizia. Così, i registri verranno posti su un piatto della bilancia e la tessera sull'altro e in quel momento, il piatto con i registri si solleverà, mentre il piatto con la scheda si abbasserà perché più pesante, e Allah lo perdonerà.