





























Hadeeth Cards
Da'wa cards that highlight great meanings from the noble prophetic hadiths in a simple style and attractive display that helps the Muslim to have a deeper understanding of his religion in an easy way
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Fu riportato che Abu Sa'id Al-Khudri (رضي الله عنه) riferì che il Messaggero di Allah ﷺ disse: "Non fate persistere il danno arrecato (involontariamente) e non arrecate danno (volontariamente). Chiunque arrechi volontariamente danno al prossimo Allah gli arrecherà danno, e chiunque procuri difficoltà Allah gli procurerà difficoltà".
Il Profeta ﷺ ha chiarito che è obbligatorio evitare di arrecare danno, in ogni modo e maniera, a se stessi e al prossimo. Non è quindi lecito a nessuno nuocere a sé stesso o agli altri. E non è permesso reagire al danno subito con un altro danno, poiché il danno non viene eliminato attraverso un altro danno, tranne che nel caso del contrappasso e senza eccedere il torto subito. Dopodiché il Profeta ﷺ ha informato a proposito dell'avvertimento nei confronti di chi arreca danno al prossimo, che così facendo a sua volta subirebbe danno; e dalla difficoltà che colpirebbe colui che procura difficoltà ad altri.
Ibn 'Umar (رضي الله عنهما) riferì che il Messaggero di Allah ﷺ disse: "Gabriele continuava a raccomandarmi riguardo al vicino di casa, al punto che pensai che sarebbe stato reso tra gli eredi".
Il Profeta ﷺ ha informato che Gabriele continuava a ripetergli e ordinargli di prendersi cura del vicino, cioè il vicino di casa, sia che sia musulmano o non musulmano, un parente o un estraneo; di fare ciò proteggendo i suoi diritti, evitando di nuocergli, mostrandogli cordialità e pazientando di fronte ai suoi [eventuali] disturbi. Tutto ciò è stato talmente enfatizzato da Gabriele che il Profeta ﷺ pensò che sarebbe discesa una rivelazione riconoscente il diritto del vicino ad ereditare dal suo vicino alla morte di questi.
'Abd Allah Ibn Mas'ud (رضي الله عنه) riferì di aver sentito il Messaggero di Allah ﷺ dire: "Invero gli scongiuri, gli amuleti e i talismani sono idolatria (shirk)".
Il Profeta ﷺ ha esposto alcune azioni che costituiscono idolatria, tra queste: Primo: la pratica dello scongiuro (ruqyah), che consiste in formule usate dalla gente in epoca pre-islamica per la guarigione che contengono elementi idolatrici (shirk). Secondo: gli amuleti, come i pendenti e simili, che vengono messi ai bambini, sugli animali e altro per proteggerli dal malocchio. Terzo: la "tiwala", che consiste nella manifattura di talismani per favorire l'amore di un coniuge verso l'altro. Queste pratiche rientrano nell'idolatria, in quanto rendono un elemento una causa valida (per la protezione, guarigione...) senza che vi sia un verdetto giuridico attestato dagli indizi (legislativi), né una base empirica stabilita dall'esperienza a comprovare ciò. D'altra parte, gli elementi che sono cause legalmente riconosciute, come la recitazione del Corano, o gli elementi che sono cause empiriche, come i farmaci, comprovati dall'esperienza, sono permessi con la consapevolezza che si tratti solo di mezzi (per la guarigione, protezione...) e che il beneficio e il detrimento sono nelle mani di Allah.
Jundub Ibn Abdallah Al-Qasri (رضي الله عنه) riferì che il Messaggero di Allah ﷺ disse: "Chi prega la preghiera dell'Alba è sotto la protezione di Allah. Pertanto, che Allah non vi chieda conto di alcunché del Suo patto di protezione, ché colui al quale chiede conto di qualcosa del Suo patto di certo sarà raggiunto e gettato a testa in giù nel fuoco dell'Inferno".
Il Profeta ﷺ informa che chi prega la preghiera dell'Alba è sotto la protezione, la custodia e la salvaguardia di Allah. Allah lo difende e lo protegge. Poi ha messo in guardia dal violare questo patto e dal suo annullamento tralasciando la preghiera dell'Alba o intralciando coloro che la pregano con le molestie. Chiunque faccia ciò ha infranto questo accordo e si è reso meritevole del severo avvertimento che prevede che Allah chieda conto delle sue mancanze verso i Suoi diritti. E a chiunque Allah chieda conto di ciò, costui sarà raggiunto e gettato a faccia in giù nell'Inferno.
Si tramanda che Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «I fedeli con la fede più completa sono quelli con la creanza migliore, e i migliori di voi sono i migliori verso le loro donne»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha riferito che la persona più completa nella fede è quella che ha la miglior creanza ed è quello dal volto gioviale, che elargisce il bene, proferisce parole buone e si astiene dall'arrecare danno. I migliori tra i fedeli sono i migliori nei confronti delle loro donne, ovvero le loro mogli, le loro figlie, le loro sorelle, le loro parenti; perché esse sono le persone che hanno più diritto alla buona creanza.
Si tramanda da ʿAbduLlah Ibn ʿAmr Ibn Al-ʿĀş - che Allah Si compiaccia di lui e del padre - che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «La vita terrena è piacere, e il migliore dei suoi piaceri è la donna devota».
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - riferisce che il mondo e tutto ciò che contiene è solo un piacere temporaneo che poi svanisce, e che il miglior godimento presente in esso è una moglie devota, ossia colei che quando il marito la guarda si rallegra, che quando le dà un ordine obbedisce e che quando si assenta da essa, salvaguarda sé stessa e i beni del marito.
Si tramanda da Àbū Hurayrah - che Allah Si compiaccia di lui - che il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: "Allah ha detto: «Figlio di Adamo! Elargisci e Io elargirò per te»".
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha riferito che Allah, benedetto ed elevato, ha detto: «Figlio di Adamo, elargisci - nelle spese obbligatorie o commendevoli - e Io ti darò agiatezza, ti ricambierò e ti concederò benedizione in ciò».
Si tramanda che ʿUqbah Ibn ʿĀmir - che Allah Si compiaccia di lui - disse: "Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - disse: «La più doverosa tra le clausole da rispettare è quella per la quale rendete leciti i genitali»."
Il Profeta - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - ha chiarito che, tra le clausole, ciò che ha maggior priorità di adempimento è ciò che permette il godimento di una donna. Si tratta delle clausole permissibili che la moglie può richiedere nel contratto matrimoniale.
Si tramanda che Àbū Az-Zubayr disse: "Ibn Az-Zubayr a seguito di ogni preghiera, quando eseguiva il saluto conclusivo, soleva dire: «Lā ìlaha ìll-Allah, waĥdahu lā šarīka lah, lahu-l-mulk wa-lahu-l-ĥamd wa-hūwa ʻalā kulli šayʼin qadīr. Lā ĥawla wa-lā quwwata ìllā bi-Llah. Lā ìlaha ìll-Allah, wa-lā naʻbudu ìllā ìyƴāh, lahu-n-niʻmatu wa-lahu-l-faḑl, wa-lahu-ṯ-ṯanāʼu-l-ĥasan. Lā ìlaha ìll-Allah, muḵlişīna lahu-d-dīn wa-law kariha-l-kāfirūn» (Non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah, Lui Unico, Che non ha socio alcuno. Suo è il Regno e Sua è la lode ed Egli ha potestà su ogni cosa. Non v’è potere né forza se non in Allah, non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah e non adoriamo se non Lui. Sua è la grazia, Suo è il favore e Suo è il buon elogio. Non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah, riserviamo sinceramente a Lui la religione benché dispiaccia agli infedeli). E diceva: «Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - soleva declamarlo a seguito di ogni preghiera»”.
Il Messaggero di Allah - che Allah conceda in suo favore la preghiera e la salute - soleva declamare dopo il saluto finale di ogni preghiera obbligatoria questa magnifica litania (ḏikr), il cui significato è: «Lā ìlaha ìll-Allah» (Non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah), che significa: non v'è nessuno che venga adorato con diritto se non Allah. «waĥdahu lā šarīka lah» (Lui Unico, Che non ha socio alcuno), che significa: non v'è nessuno che Gli è consocio nella Sua deità, nella Sua signoria o nei Suoi Nomi e Attributi. «lahu-l-mulk» (Suo è il Regno), ossia: a Lui appartiene la sovranità assoluta, generale, comprensiva e vasta, la sovranità dei cieli e della terra e di ciò che v’è frammezzo. «wa-lahu-l-ĥamd» (e Sua è la lode), ossia: è Lui che possiede la perfezione assoluta, il Lodato per la Sua completezza con amore e magnificazione in qualsiasi circostanza, nell'agio e nella difficoltà. «wa-hūwa ʻalā kulli šayʼin qadīr» (ed Egli ha potestà su ogni cosa): la Sua potestà infatti è completa e totale sotto qualsiasi aspetto. Nulla può inabilitarLo e nulla tra le questioni è per Lui impossibile. «Lā ĥawla wa-lā quwwata ìllā bi-Llah» (Non v’è potere né forza se non in Allah), ossia: non v'è cambiamento da una condizione ad un'altra, né da disobbedienza ad Allah a obbedienza, né forza, se non in Allah, ed Egli è il Sostenitore ed è Colui sul quale si fa affidamento. «Lā ìlaha ìll-Allah, wa-lā naʻbudu ìllā ìyƴāh» (non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah e non adoriamo se non Lui): sottolinea il significato di deità e nega l'associamento, e non dà diritto all'adorazione ad altri che Lui. «Lahu-n-niʻmatu wa-lahu-l-faḑl» (Sua è la grazia e Suo è il favore): è Lui che ha creato le grazie ed è Lui che le possiede e le concede col Suo favore a chiunque Egli voglia tra i Suoi servi. «wa-lahu-ṯ-ṯanāʼu-l-ĥasan» (e Suo è il buon elogio): ossia è a Lui che spetta il buon elogio per la Sua essenza, i Suoi Attributi, le Sue azioni, le Sue grazie, in qualsiasi circostanza. «Lā ìlaha ìll-Allah, muḵlişīna lahu-d-dīn» (Non v’è alcun dio autentico all’infuori di Allah, riserviamo sinceramente a Lui la religione), ossia: monoteisti, senza ostentazione né ricerca di fama nell'obbedienza ad Allah. «wa-law kariha-l-kāfirūn» (benché dispiaccia agli infedeli), ossia: fermi e stabili nell'unicità di Allah e nella Sua adorazione, seppure i miscredenti lo disapprovino.